Nella complessa realtà dell’Unione Indiana, segnata da un sistema di istruzione in cui le competenze dello Stato Centrale e degli organismi statali si intrecciano, il Kerala, piccolo Stato sulla costa sud-occidentale con una superficie pari a circa il doppio della Puglia ma con oltre 38 milioni di abitanti, si distingue da decenni per un tasso di alfabetizzazione e di permanenza scolastica nettamente superiore al resto del Paese.
Il GER (Gross Enrollment Ratio), che misura il tasso di scolarizzazione, nel 2025/26 ha raggiunto per la scuola secondaria il 95,7%, contro una media nazionale del 71,7%.1
Si tratta di risultati consolidati nel tempo, che non si possono attribuire a una riforma specifica o a un fattore unico, quanto piuttosto a un insieme stratificato di elementi storici e sociali.
Risultati con radici profonde
La centralità dell’istruzione nel Kerala affonda le sue radici nell’epoca precoloniale, quando nella regione, dov’era diffuso l’insegnamento dei monaci buddhisti, si attribuiva grande importanza alla lettura e alla scrittura, insegnate nelle scuole di villaggio, le pallikkoodam o ezhuthupalli. Queste istituzioni prevedevano, per i bambini, e talvolta anche per le bambine, l’insegnamento di discipline come grammatica, logica, astronomia e diritto. Il sistema restava tuttavia legato alle gerarchie di casta ed era ben lontano da un’idea di istruzione universale.
Nel corso dell’Ottocento, in seguito alla colonizzazione inglese, diverse associazioni missionarie protestanti promossero lo sviluppo dell’educazione, moltiplicando le scuole e raggiungendo fasce della popolazione prima di allora escluse. Ma la vera svolta arrivò nel 1817, quando la regina Rani Gouri Parvathi Bai di Travancore, uno dei regni in cui la regione del Kerala era divisa, istituì l’istruzione pubblica primaria finanziata dallo Stato e gratuita per i sudditi.
L’idea dell’educazione come responsabilità pubblica si consolidò dopo il raggiungimento dell’indipendenza indiana e con la costituzione del Kerala come Stato, nel 1956: solo in questa fase il principio di una scuola per tutti, formalizzato nel 1817, ma rimasto sulla carta, divenne una realtà effettiva.
Nel neonato Stato si sviluppò una cultura politica orientata alla redistribuzione e alla partecipazione della società civile, che permise all’istruzione di affermarsi non solo come servizio pubblico, ma anche come fattore di sviluppo con un’importanza riconosciuta da tutte le fasce della popolazione. È in questo contesto che gli studiosi hanno successivamente identificato un “Modello Kerala”, un percorso caratterizzato da forti investimenti nei settori sociali, riforme e mobilitazione della società civile che ha prodotto livelli di istruzione e salute elevati a fronte di un reddito pro capite basso.
Queste politiche permisero di dichiarare il Kerala, il 18 aprile 1991, primo Stato indiano completamente alfabetizzato.
Il sistema scolastico oggi
Coerentemente con la sua storia, segnata dalla diffusione di scuole organizzate dai missionari e dalla partecipazione della società civile, il sistema scolastico presenta oggi una larga presenza di istituti nati dall’iniziativa di comunità e privati, ma comunque sovvenzionati dal Governo (tra il 45 e il 55% delle scuole).2
Secondo gli osservatori, è proprio la collaborazione tra Stato, movimenti sociali, comunità religiose e società civile ad aver reso possibili i risultati del Kerala, con un tasso di abbandono scolastico che nel ciclo secondario si attesta intorno al 2,9%, contro il 7% a livello nazionale.3
Molti studiosi sottolineano inoltre come l’attenzione costante riservata all’istruzione femminile, fin dalle riforme dell’Ottocento e del Novecento, abbia favorito non solo l’equità di genere, ma anche la diffusione della domanda di istruzione nelle famiglie, a tutti i livelli della società, grazie alla partecipazione e all’attivismo delle donne in ambito educativo.
Il sistema odierno adotta la struttura entrata in vigore a livello nazionale attraverso la Riforma del 2020 che istituisce quattro cicli scolastici: fondamentale (3-8 anni), preparatorio (8-11 anni), medio (11-14 anni) e secondario (14-18 anni). All’interno del quadro nazionale, lo SCERT Kerala (State Council of Educational Research and Training) è l’organismo statale autonomo che si occupa dei curricula scolastici, dei libri di testo e dei sistemi di valutazione per istituti e insegnanti. Tradizionalmente la stesura dei programmi prevede consultazioni pubbliche con il coinvolgimento di insegnanti, genitori e studenti.
Una caratteristica peculiare dei curricula è il multilinguismo: oltre all’insegnamento del malayalam, la lingua locale, e dell’inglese, sono previsti infatti percorsi dedicati alle altre lingue presenti sul territorio, come tamil, hindi, urdu e arabo, con un forte equilibrio tra identità locale e apertura globale.
Criticità e rapporto con il mondo del lavoro
Per quanto i dati continuino a confermare l’accessibilità e l’efficienza dell’istruzione in Kerala, non mancano le criticità. Alcuni osservatori denunciano come i risultati relativi all’alfabetizzazione e alla scolarizzazione non assicurino la qualità del sistema, segnato da una crisi legata all’obsolescenza dei programmi, al divario tra le discipline insegnate e il mondo del lavoro e all’inflazione dei titoli, che ha svalutato diplomi e lauree. Il preoccupante dato della disoccupazione giovanile (29,9% in media e fino al 47% per le donne,4 nonostante l’altissimo tasso di scolarizzazione femminile) alimenta una costante emigrazione della popolazione più istruita.
A ciò si aggiunge un equilibrio tra pubblico e privato che, storicamente cardine del sistema, si sta logorando negli ultimi anni: la proliferazione di istituzioni scolastiche autofinanziate e prive di supporto statale mette a rischio, soprattutto nell’istruzione secondaria e specializzata, l’accesso universale a una preparazione competitiva.
Come in altre aree del mondo, anche nel Kerala il sistema educativo sta tentando di rispondere alle sfide incalzanti del presente. Con il suo primato storico, lo Stato ha risolto relativamente presto il problema dell’accesso all’istruzione di base: la sua sfida consiste oggi nel passare dall’accessibilità dell’istruzione alla sua qualità e rilevanza. Resta la speranza che il radicamento nella società della domanda di educazione, che ha profonde basi storiche, possa guidare questa complessa transizione verso il migliore degli esiti.
1 Unified District Information System for Education+, DISE+ 2025/26 PDF
2 Unified District Information System for Education+, DISE+ 2025/26 PDF
3 Unified District Information System for Education+, DISE+ 2025/26 PDF
4 Cfr. https://www.ideasforindia.in/topics/human-development/kerala-s-silent-crisis-educated-youth-but-locked-out-of-work





