Quando è nata l’idea di FOQUS?
La convinzione da cui siamo partiti è che il disagio sociale, pur avendo mille cause, ha il suo comune denominatore proprio nella povertà educativa. È la mancanza di strumenti per comprendere, interpretare e affrontare la realtà con spirito critico che impedisce alle persone di emanciparsi dalla propria condizione. Per questo, il nostro intervento doveva iniziare dai bambini e dalle loro famiglie, proponendo un lavoro di medio-lungo periodo teso a generare un esito concreto e non a inseguire perennemente le emergenze.
Così, abbiamo rivolto la nostra attenzione al grande monastero cinquecentesco dei Quartieri Spagnoli, che per secoli ha svolto un ruolo di presidio sociale ed educativo nella zona. Trasformato nell’Istituto Montecalvario, ultimamente si era andato svuotando di attività e di energie. Finché nel 2013 le suore della Congregazione delle Figlie della Carità di San Vincenzo de’ Paoli e Santa Luisa di Marillac, ormai anziane e senza la prospettiva di un ricambio generazionale, lo hanno ceduto in affitto all’impresa sociale Dalla Parte Dei Bambini di Rachele Furfaro, che, dal 1985, porta avanti scuole ispirate alla pedagogia cooperativa di Freinet (ma anche a Dewey, Vygotskij, Montessori) sviluppando nei suoi nidi, scuole d’infanzia, primarie e secondarie di primo grado un modello originale adattato ai contesti di fragilità di Napoli.
Su questo ascolto, e questo studio, su questa raccolta di informazioni, abbiamo iniziato a coltivare le nostre competenze: un processo che non finisce mai.
Il primo a vedere la luce proveniva da un gruppo di giovani donne che volevano aprire un asilo nido. Tenuto conto che in questo quartiere vive il 10% dei bambini di tutta Napoli, le abbiamo sostenute, mandandole a studiare a Reggio Children e offrendo loro un anno di formazione sotto l’egida di Rachele. Oggi sono una cooperativa di 19 donne, il cui nido ospita 58 bimbi, del quartiere e non. Lo stesso è accaduto per il centro di abilitazione Argo, che oggi segue più di ottanta tra adulti e giovani con disabilità cognitiva, autistici, psicotici, neurodivergenti. E che da poco si è arricchito di una Casa Comune, la casa degli argonauti, un progetto di co-housing che propone progetti di autonomia, di socializzazione, formazione e lavoro.
Il principio cardine di FOQUS è che chi ha può aiutare chi non ha. Infatti, la qualità dei servizi che proponiamo in tutti gli ambiti attrae famiglie da altre zone della città. Pensiamo, per esempio, alle nostre scuole. Le famiglie che possono contare su un certo reddito pagano una retta commisurata alle proprie possibilità, permettendoci così di offrire lo stesso servizio gratuitamente o a costi ridotti al 60% dei bambini, le cui famiglie non potrebbero permetterselo. In tal modo, si crea un’integrazione sociale alla fonte, dove bambini di diversa estrazione sociale ricevono un’educazione tra le migliori della città.
È l’educazione inclusiva e trasversale il canale entro cui scorrono le mille attività di FOQUS.
L’impressione è che, così come la povertà educativa innesca solo circoli viziosi, che si fonda sull’educazione diventa una fonte generativa e continua di nuove opportunità.
Non si tratta di un’ora di educazione civica a settimana, ma di un approccio che permea l’intero DNA educativo. Gli insegnanti sono coinvolti in un percorso di formazione continua con esperti del CNR e di diverse università italiane su temi come la crisi climatica, la sostenibilità e l’economia circolare. Questa spinta innovativa – grazie allo straordinario sostegno ricevuto, che ci garantisce per dieci anni un impegno non solo economico ma di costruzione e gestione strategica e operativa – sta progressivamente “contaminando” l’intero sistema educativo di FOQUS, orientando tutte le scuole preesistenti verso la cultura ambientale e dimostrando come la trasformazione, quando è sostanziale e non solo effimera, possa auto-generarsi e continuare nel tempo.
Project manager, direttore organizzativo di istituzioni culturali, è direttore della Fondazione FOQUS e dell’esperimento di rigenerazione dei Quartieri Spagnoli, a Napoli; analista OCSE; docente di Economia della cultura. È stato direttore del Napoli Teatro Festival Italia; direttore organizzativo della Biennale di Venezia; consulente per progetti di sviluppo in Francia, nel Regno Unito, nelle Regioni del Sud Italia. È Chevalier de l’Ordre des Arts et des Lettres della Repubblica Francese.





