Tutto è iniziato dieci anni fa. Durante un laboratorio di fisica sulle forze, in una quarta elementare di Terni, nel quartiere di Campo Maggiore, stavamo lavorando sulle proprietà dei corpi elastici e sul fatto che, per lanciare un elastico, bisognasse caricarlo con la nostra forza. La classe era giunta alla conclusione che l’elastico volava grazie alla forza che noi stessi gli avevamo dato.
A un certo punto una bambina, che fino a quel momento non aveva parlato, disse che secondo lei l’origine del volo dell’elastico era il sole. Restammo tutti stupiti della sua affermazione e le chiedemmo di spiegarsi meglio. «Le piante» rispose «prendono l’energia dal sole e la trasformano in zuccheri e cose da mangiare; gli animali, noi compresi, mangiano i prodotti delle piante, dentro le quali si trova questa energia che è arrivata dal sole; noi, tra le tante cose che facciamo, adoperiamo questa energia per tendere l’elastico; l’elastico, dunque, per volare, usa l’energia del sole.»
Come solitamente accade in un contesto dove le scoperte e le parole dei bambini e delle bambine hanno importanza, cominciammo a porci domande sempre più profonde sul percorso che questa energia faceva per arrivare dal sole all’elastico attraverso ciò che avveniva prima negli organismi vegetali, poi nel nostro corpo, e infine nell’elastico.
«Maestro, allora è tutto collegato! Noi se studiamo il corpo umano studiamo anche il sole e le piante e la forza!»
Un’altra spinta importante che ci ha aiutato a dare forma a un possibile lavoro sul corpo umano è venuta dal libro di Maria Arcà intitolato, appunto, Il corpo umano, edito da Carocci, in cui, in pieno accordo con il metodo scientifico, la proposta didattica parte dalle osservazioni e dalle sensazioni esperite dagli stessi bambini e dalle bambine in rapporto al loro corpo.
«Maestro, allora è tutto collegato! Noi se studiamo il corpo umano studiamo anche il sole e le piante e la forza!»
Dall’intuizione illuminante della bambina di Campo Maggiore, e dall’incontro con il testo di Maria Arcà, qualche anno dopo, sempre con una quarta elementare, questa volta della Falcone e Borsellino di Terni, abbiamo impostato la nostra esplorazione del corpo umano e delle funzioni vitali nel senso più ampio possibile. Siamo partiti dai corpi presenti in classe, portatori di impressioni, sensazioni, generatori di questioni aperte e di domande connesse in modo profondo e pregnante al nostro tema.
Come spesso accade tutto ha avuto inizio da una discussione collettiva. Dopo aver indagato il mondo vegetale, e capito la sua importanza per la vita di tutti gli animali, era assolutamente naturale che ci occupassimo dei modi in cui tanti esseri viventi, tra i quali noi, utilizzano il cibo e l’ossigeno prodotto dalle piante. Abbiamo riportato una sintesi della discussione iniziale in un libro artigianale fatto in classe:
«Abbiamo iniziato chiedendoci quali sono le azioni necessarie a un essere umano e a un qualunque animale per vivere» recita l’introduzione. «Abbiamo pensato che le cose più importanti sono respirare, mangiare e bere. Se non si respira, non si mangia e non si beve, si muore».
Fissato il punto di partenza abbiamo cominciato a interrogarci: cosa succede dentro il nostro corpo che ci permette di usare il cibo, l’ossigeno e l’acqua?
Una bambina subito ha aggiunto che anche dormire è importante, perché se non si dorme il corpo perde tutte le forze. Il lavoro si presentava subito complesso, si è deciso di partire analizzando una cosa alla volta.
Abbiamo iniziato con il respiro, cercando di narrare tutte le esperienze e le sensazioni legate al respirare. Ogni bambino ha provato a rispondere a suo modo:
- Quando corri respiri molto velocemente e il cuore ti batte velocissimo, quindi significa forse che hai bisogno di più aria.
- Quando tiriamo dentro l’aria con il naso o con la bocca la mandiamo in tutto il corpo, io lo sento.
- L’aria che mandiamo fuori è quella che non ci serve, mio padre mi ha detto che si chiama anidride carbonica.
- Ci sono i polmoni e credo che sono loro quelli che mandano l’aria per tutto il corpo.
Una discussione simile ha avuto luogo in relazione al cibo:
- I materiali del cibo servono a farci sentire forti, ma anche a costruire e ricostruire molte parti del corpo.
- Il cibo dà energia, io lo sento che quando mangio è come se diventassi più forte.
- Le cose da mangiare vanno nello stomaco e lì succede qualcosa che non ho capito bene.
Infine, abbiamo ragionato sulle funzioni dell’acqua:
- Quando non bevi ti viene la bocca secca, è come se rinsecchisci.
- Noi abbiamo acqua in ogni parte del corpo, se pensate alla pipì.
- Ma anche nel sangue, secondo me il sangue è tutto fatto di acqua.
- Quando sudiamo buttiamo fuori acqua; da dove viene quest’acqua? Secondo me è quella che ci beviamo.
- Ma a che serve il sangue, cosa sono le vene e le arterie?
Da queste riflessioni, sono nate altre domande che hanno aperto nuove questioni:
Ma il cuore a cosa serve?
- Perché quando si ferma il cuore si muore?
- Perché è così importante?
- E perché facciamo la cacca e la pipì?
- Ma il cervello, che tutti dicono che è importante, cosa fa?
Nel giro di pochi incontri abbiamo raccolto una grandissima quantità di suggestioni che abbiamo iniziato a suddividere per temi e zone di interesse:
- La respirazione e i polmoni
- Il nutrimento e l’uso delle cose che mangiamo
- L’acqua e la sua presenza in tutto il corpo
- Il sangue (perché abbiamo capito che si trova in tutte le parti del corpo, quindi significa che è molto importante)
- Il cervello, che ci fa pensare e ci fa decidere anche cose come aprire e chiudere la mano, camminare, mangiare, respirare.
Da cosa nasce cosa, e le domande si accavallavano l’una sull’altra:
- Come funzionano gli occhi?
- E le orecchie?
- E la bocca, che ci serve sia per mangiare che per parlare, cantare, respirare?
Dopo un inizio ricco di suggestioni, la nostra ricerca è andata avanti in modo sempre più organizzato, affrontando singolarmente ogni parte del corpo umano e scoprendo come ogni cosa sia collegata a tutte le altre.
Per dare respiro e forma a questa ricerca disponevamo di una biblioteca di circa venti volumi sulle funzioni vitali degli esseri viventi e sul corpo umano, libri scelti per la loro bellezza e chiarezza espositiva. I bambini e le bambine della classe, partendo dalle loro intuizioni, portavano avanti la loro esplorazione adoperando questi libri, chiedendo ai genitori e agli insegnanti, e riportando al gruppo le proprie scoperte. Per ogni tema affrontato, si preparava, inoltre, una serie di domande da rivolgere all’“esperto”, una nostra amica medico. Ogni volta che le mandavamo le domande, lei ci inviava una lettera con alcune considerazioni e approfondimenti possibili sui temi della nostra indagine.
Alla fine del percorso, tutti i materiali e le scoperte sono stati organizzati in un testo collettivo suddiviso in capitoli, con tutti gli approfondimenti e le illustrazioni realizzati dalla classe. Come siamo soliti fare, i risultati della ricerca sono stati presentati ad altri gruppi classe in forma di conferenza.
«Noi esseri umani dovremmo imitare i nostri organi vitali che ci fanno stare bene perché vanno d’accordo. Anche noi dovremmo fare la stessa cosa, così le cose andrebbero meglio».
L’indice del libro illustra bene il nostro percorso:
- LE CELLULE E IL DNA
- IL CERVELLO E IL SISTEMA NERVOSO
- IL CUORE E I POLMONI
- PERCHÉ SI MANGIA
- APPARATO DIGERENTE
- APPARATO URINARIO
- LE OSSA
- I MUSCOLI
- LA PELLE
- GLI OCCHI
- LA VOCE E LE CORDE VOCALI
- DIFFERENZA TRA MASCHI E FEMMINE (PERCHÉ SI NASCE)
Nell’introduzione, trova posto il testo di una bambina che sintetizza egregiamente le conclusioni che abbiamo raggiunto:
«Andando avanti abbiamo capito che nel corpo ci sono tanti organi e parti che per farci vivere devono andare d’accordo tra di loro. Un esempio importantissimo è il cuore e i polmoni che funzionano insieme e collaborano, anzi addirittura sono quasi attaccati l’uno all’altro».
La stessa bambina, durante un’assemblea di classe, ha sentenziato: «Noi esseri umani dovremmo imitare i nostri organi vitali che ci fanno stare bene perché vanno d’accordo. Anche noi dovremmo fare la stessa cosa, così le cose andrebbero meglio».
Ha iniziato a lavorare con i bambini nel 1984 guidando dei laboratori di fotografia in un quartiere difficile di Palermo. Ha fatto parte del gruppo di ricerca sulla didattica dell’astronomia guidato da Nicoletta Lanciano del Movimento di Cooperazione Educativa. Nel 1989 ha iniziato a fare il maestro, prima a Napoli e poi in Umbria. Collabora dal 2001 con la scuola “Dalla parte dei bambini” di Napoli e con FOQUS. Conduce dal 1992 formazioni e villaggi educativi nella Casa Laboratorio di Cenci ad Amelia (Terni). Ama scrivere, raccontare e occuparsi di scienze e matematica. Ha scritto dei libri per bambini e insegnanti su temi scientifici tra i quali Insegnare fisica nella scuola primaria per Carocci Editore e Alla scoperta della fisica per Lisciani. Si occupa anche di letteratura per l’infanzia e per l’adolescenza e di lettura ad alta voce. Ha pubblicato un articolo per “Andersen” sulla sua esperienza di lettura ad alta voce di albi illustrati nella scuola primaria.





