Anche nei TIMSS 2023 (Trends in International Mathematics and Science Study), indagine internazionale quadriennale promossa dall’International Association for the Evaluation of Educational Achievement e rivolta alla valutazione delle competenze matematiche e scientifiche, Singapore si è classificata prima in tutte le categorie, sia nella scuola primaria sia in quella secondaria.
Risultati di apprendimento in matematica nel TIMSS 2023
Lee Kuan Yew, leader politico di Singapore dal 1959 al 1990, si è trovato di fronte a una duplice esigenza: sviluppare un’economia in un territorio piccolo e con risorse limitate e, allo stesso tempo, consolidare un’identità nazionale lacerata da conflitti etnici. La risposta del Governo a queste sfide è stata investire sulla scuola, rendendo la formazione di una forza lavoro competente uno strumento per lo sviluppo economico e un’attrattiva per le industrie straniere. Nella progettazione del nuovo sistema educativo, un forte orientamento alla meritocrazia è sembrata la chiave anche per gestire i conflitti su base etnica, garantendo che il successo scolastico dipendesse esclusivamente da criteri di selezione standardizzati. Queste ragioni storiche spiegano in parte le scelte strutturali che caratterizzano il sistema scolastico di Singapore e che cercheremo di articolare in due punti fortemente connessi tra loro.
L’insegnamento della matematica, a cui viene accordata particolare importanza, segue un metodo particolare, il cosiddetto Metodo Singapore.
La centralizzazione dei programmi e il Metodo Singapore
Il programma nazionale per ogni ciclo scolastico è centralizzato e costantemente revisionato dal ministero dell’Educazione. La scuola dell’obbligo dura otto anni e comprende la primaria e i primi due anni di secondaria. Nella scuola primaria, che dura sei anni (dai 7 ai 12), il programma è in larga parte comune a tutti e prevede una formazione nella lingua madre (cinese, malese o tamil), nella lingua inglese, in matematica, scienze, educazione fisica, studi sociali ed educazione civica, con alcuni moduli dedicati alla sicurezza nell’uso del web e, per i bambini più grandi, alla programmazione informatica.
I test sono frequenti e, a partire dal quarto grado, gli studenti iniziano a essere suddivisi in piccoli gruppi secondo le valutazioni ricevute e il livello raggiunto in ogni materia.
L’insegnamento della matematica, a cui viene accordata particolare importanza, segue un metodo particolare, il cosiddetto Metodo Singapore, sviluppato negli anni Ottanta dal ministero, che prevede per i bambini delle primarie un approccio progressivo in tre tempi: per illustrare un’operazione prima si usano gli oggetti (cubi, bastoncini colorati), in seguito si passa alla visualizzazione figurativa con disegni stilizzati (bar model) e infine si giunge alla spiegazione del concetto astratto, utilizzando i numeri e i simboli matematici.
Al termine della primaria è previsto un importante passaggio, il Primary School Leaving Exam (PSLE), in cui gli studenti vengono esaminati nelle materie principali (inglese, lingua madre, matematica e scienze) e il cui risultato li orienterà alla scelta della scuola secondaria, obbligatoria fino a 15 anni. La maggior parte degli studenti continua fino all’età di 18/19 anni (scuola post-secondaria), intraprendendo diversi indirizzi: dai Junior College pensati per preparare all’università, agli ITE (Institute of Technical Education) più orientati all’avviamento lavorativo attraverso moduli pratici organizzati in esperienze di tre giorni presso le aziende, in cui gli studenti hanno modo di esplorare diversi percorsi di carriera.
Durante la scuola secondaria e post-secondaria viene richiesto agli studenti di partecipare ai moduli extrascolastici interdisciplinari del programma nazionale Values in Action, organizzati attorno a macrotemi come la sostenibilità o la geopolitica, e ad attività extracurricolari legate allo sport e al volontariato.
La gerarchia e i contenuti delle discipline, il sistema di valutazione e persino le attività extracurricolari sono fortemente centralizzati, con una costante supervisione da parte del Ministero, che lascia tuttavia spazio a sperimentazioni locali, le quali, se efficaci, vengono spesso estese a tutto il sistema.
La gerarchia e i contenuti delle discipline, il sistema di valutazione e persino le attività extracurricolari sono fortemente centralizzati, con una costante supervisione da parte del Ministero, che lascia tuttavia spazio a sperimentazioni locali, le quali, se efficaci, vengono spesso estese a tutto il sistema.
Gli esami e la meritocrazia per studenti e insegnanti
L’attenzione riservata alle valutazioni e agli esami non riguarda solo gli studenti, ma anche gli insegnanti, che, oltre a essere coinvolti in un piano di formazione continua che prevede un minimo di cento ore all’anno, ricevono una valutazione annuale articolata su più dimensioni, come la qualità dell’insegnamento, i risultati degli studenti e l’aggiornamento professionale. La valutazione avviene attraverso supervisioni da parte dei dirigenti, che presenziano di frequente alle lezioni, e colloqui periodici in cui si discutono i progressi conseguiti.
I dirigenti scolastici sono incentivati ad assumere gli insegnanti migliori e a garantirne l’aggiornamento da un sistema pubblico di valutazione delle scuole che, in alcuni casi, premia con finanziamenti aggiuntivi il raggiungimento di specifici obiettivi.
Per quanto riguarda gli studenti, il monitoraggio e la valutazione degli apprendimenti incidono fortemente sulla vita scolastica, con test frequenti, in particolare nelle materie principali. Abbiamo già parlato del PSLE, il temuto esame che si sostiene al termine della scuola primaria. Questo esame è considerato orientativo, in quanto indirizza gli studenti verso diversi tipi di scuole secondarie e, soprattutto, consente di accedere a diversi livelli di insegnamento – da basilare ad avanzato – nelle materie principali: inglese, lingua madre, scienze e matematica. Negli ultimi anni il sistema è diventato più flessibile, permettendo di cambiare livello dopo il primo anno della secondaria; tuttavia, il PSLE è ancora percepito dagli studenti di Singapore come un passaggio che può influire sul loro successo scolastico futuro.
Sebbene, come detto, la strada intrapresa da Singapore abbia portato a esiti notevoli sotto molti punti di vista, i rischi di un sistema di monitoraggio e valutazione così serrato non sono da sottovalutare: un altissimo livello di competizione, un apprendimento orientato alla valutazione, la diffusa paura di sbagliare nei momenti chiave del percorso e, talvolta, una scarsa attenzione a materie ritenute secondarie (come l’arte o altre discipline umanistiche), perché non oggetto di valutazioni continue. Nel Paese, da diverse parti, si è avviata una riflessione sulle ripercussioni che un simile modello potrebbe avere su dimensioni fondamentali della scuola come il benessere psicologico degli studenti e la cura delle relazioni in classe.
Negli ultimi tempi il Governo è apparso sempre più consapevole di questi rischi e, attraverso una serie di riforme, sta adeguando il sistema e i programmi verso un modello più flessibile, meno legato al punteggio conseguito nei test delle materie principali e più incentrato sulle attitudini dello studente.
La meritocrazia rimane comunque un tratto distintivo e caratterizzante, anche per le motivazioni storiche che abbiamo accennato, del modello scolastico di Singapore.





